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April 06

Larva-DAY

NUOVO! Partecipa anche tu al Larva-DAY! REGALO!
 
Il frenetico mondo di oggi è dannoso per l'equilibrio spirituale. La nostra risposta è il sonno larvale, un perpetuo stato di torpore che ci farà piombare in un limbo tra veglia e sonno, avvolti nel bozzolo delle nostre coltri, e da cui usciremo crisalidi.

Essere una larva è uno stile di vita. Abbandonarsi al riposo e al torpore per giorni e giorni giova all'organismo e il vostro corpo ve ne ringrazierà di persona. Per questo l'Associazione Vegetali Italiani ha deciso di istituire per oggi il Larva-DAY, giorno in cui si lasciano alle spalle i problemi quotidiani e ci si avvolge tra le proprie coperte per un tempo indefinito.
 
Avete una scadenza importante o una commissione urgente da sbrigare? Non importa. Dimenticatevi del Poi e lasciatevi andare al torpore. Vedrete che qualcun altro risolverà tutto al posto vostro o si sbrigherà da sè o avrete tempo per farlo voi in futuro. La fatica di compiere azioni ora è troppo grande in confronto all'ozio che abbiamo a portata di mano. Bastano un giaciglio in penombra e delle calde e accoglienti coperte.
 
Ignazio Squaratti, esperto dell'arte dell'assopirsi, così ci parla del suo hobby: "Da quando faccio la larva la mia vita è cambiata. Prima ero infelice ed irritabile, mentre ora sono in pace con il mondo perchè so che, qualunque cosa accada, ci sarà sempre un letto pronto ad accogliermi. E ora scusate, ma ho un po' di sonno".
 
Giulio Puccicci, docente universitario di sbadiglio, intervistato afferma: "Io un parassita? Stare uno o più giorni intieri in pigiama mi rende senza dubbio più produttivo e mi permette di riflettere più a lungo su me stesso e sugli altri. E in quei giorni anche lavarmi diventa una impresa proibitiva."
 
Giangianni Pippofaffi, promotore della manifestazione del Larva-DAY, così dichiara ai nostri microfoni: "Essere l'evoluzione dell'Homo Erectus ci ha fatto dimenticare che la posizione distesa è molto più comoda e che forse dovremmo imparare qualcosa dagli animali, o meglio, dai vegetali. Il nostro motto è VIVO E VEGETO."
 
Condanna del papa all'evento: "L'accidia è uno dei sette peccati capitali"
 
 
A tutti quelli che mi forniranno via msn una foto in stato di sonno beato, sarà regalato l'avatar esclusivo del Larva-DAY!

 
Ecco l'elenco dei partecipanti finora al Larva-DAY:

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January 04

Circondato dall'affetto dei miei cari

In occasione delle feste, ripropongo l'articolo natalizio che era sul precedente blog ormai andato perduto nell'oblìo e che si può considerare ormai uno dei grandi classici della letteratura italiana. Anche se è stato scritto l'anno scorso, vale universalmente per tutti i natali.

Circondato dall'affetto dei miei cari

Oggi parleremo del Natale, la festa più bella dell'anno che unisce tutti i nostri cuori nel ricordo della nascita di Santa Claus. Le attività da svolgere in questi giorni sono tante e pregne di emozioni: il pranzo con i parenti, l'attesa della mezzanotte, la messa all'asta su Ebay dei regali ricevuti, il profanamento tombe. Purtroppo non ho potuto partecipare alla messa di mezzanotte per via della scomunica, ma la prossima volta ci penserò due volte prima di organizzare corse motociclistiche clandestine nelle cattedrali.

Ormai a casa mia non si respira più l'atmosfera natalizia come un tempo: l'altro giorno ho sorpreso mio padre che tentava di abbattere con un'accetta l'albero di Natale. Io comunque sono ambientalista e non concepisco l'idea di avere in casa un abete di plastica, quindi ogni anno compro un alberello nuovo, che però nel giro di poche settimane si secca e muore. Da piccolo credevo fosse colpa mia, dal momento che andavo a pisciare nel vaso, mentre ho da poco scoperto, grazie a un amico che lavora, ehm, nel ramo, che i rivenditori di alberi di natale ne bagnano le radici nell'acqua bollente in modo da garantirne la morte in pochi giorni, costringendo la gente a comprarne uno nuovo l'anno successivo e mettere così in moto l'economia. Una volta decidemmo di non gettare l'albero, innaffiandolo regolarmente fino al Natale successivo: l'anno dopo addobbammo solo un tronco spoglio. Fu un Natale molto triste.

Mi consolai andando a infastidire i protagonisti del presepe vivente della mia città. Melchiorre mi sta ancora cercando da quando feci esplodere un petardo nella mirra. Ma un Natale non è un Natale che si rispetti senza la visione dei tradizionali film di Natale: quest'anno ho visto "Miracolo alla 34a strada", "Mamma ho perso l'aereo" e il sequel di un grande film di Tim Burton, ovvero "Edward mani di forbice tenta di masturbarsi e si circoncide".

Poi è giunto finalmente il momento dei regali. Ho tolto l'accetta dalle mani di mio padre e ho cominciato ad aprire il dono recapitatomi da Babbo Natale: carbone. Dal momento che sto organizzando un barbecue di fine anno e non avevo abbastanza carbonella, ho fatto il cattivo di proposito così che Babbo Natale mi portasse proprio quello che desideravo! Ora devo lasciarvi, devo andare a cena insieme a tutti i miei cari, a sentire un po' la nonna che parla di emorroidi a tavola. Ero indeciso su cosa indossare, visto che fuori fa freddissimo, ma in casa la temperatura sarà torrida, dato che saremo in ottomila, senza contare i buoi muschiati e le gazzelle. Alla fine ho deciso: maglione pesante da sopra e sotto nudo.

November 16

Pizzelle e panzarotti

 

No, basta ragazzi, non si scherza sul papa. E' ora di smetterla, c'è un limite a tutto. Bisognerebbe imparare a portare un pò più di rispetto a certe figure. Per quanto mi riguarda, la persona che rispetto di più al mondo è Wana Wana, il venditore ambulante di frittura della mia città (D'inverno. In estate l'olio si trasforma in ghiaccio e i panzarotti in limoni e diventa granitaio). Dirò di più, per me dovrebbe essere lui il papa. Ha anche tutte le carte in regola:


- Veste di bianco
- Lavora in una piazza
- Parla un buffo linguaggio
- Il suo arrivo è spesso preceduto da una o più fumate nere
- Fa venire bruciore di stomaco
- Si scaccola in pubblico

E non mi sognerei mai di mancare di rispetto a lui e al suo camioncino, di chiedergli ogni quanti mesi cambia l'olio o di prenderlo in giro perchè è grasso da far schifo, anche perchè chi l'ha fatto è sparito in circostanze misteriose.
Perciò, cari buontemponi che ora sfottete il papa, continuate finchè siete in tempo, perchè quando sarà papa Wana Wana non sarete più tanto liberi di farlo.

November 09

Viale del tramonto

La gloria, le donne, i soldi. Mi mancava solo la faccia in prima pagina sulla Settimana Enigmistica e avrei potuto dire di avercela fatta. I bei tempi in cui mobilitavo folle oceaniche, manipolavo i pensieri di grandi e piccini e per conoscere una ragazza non avevo bisogno di una pezzuola imbevuta di cloroformio.
Ma ho condotto una vita dissoluta e il successo è svanito. Sposato, con due bambini, ora sono ricercato per pedofilia e bigamia. No, la verità
è che sono entrato in crisi mistica e ho abbandonato tutto e tutti per dedicarmi al solo Sudoku. Mia madre il mese scorso è andata a comprare le sigarette e non è ancora tornata e i miei amici più cari sono diventati Testimoni di Geova, senza riuscire tuttavia a scagionarlo dalle accuse di ricettazione e spaccio.

Sono stati tempi molto bui per me, specie da quando il sogno del Vodafone Cervia si è infranto. In tutto questo tempo ho vissuto di espedienti, ho arato i campi, sono stato in vacanza in un campeggio nudista (vedi foto) e ho lavorato in un circo con gli animali più strani come per esempio lo stupefacente dromedario a due gobbe.

Nella foto: un gabbiano nudo

 

Ora devo andare dal droghiere perchè mi è scaduto lo zucchero, ma in compenso, per chi ancora non li conosce, vi lascio con tre miei vecchi grandi film: Fascists from Outer Space, Mein Kampf against the Bible, ovvero i primi due capitoli della mia Trilogia Incompiuta sui Dittatori e, infine, il poliziesco 44 Magnum per l'Ispettore Callaghan.

September 10

Che tempo fa? - Sticazzi

 

Parliamo invece di una tra le cose più inutili con cui siamo costretti a convivere ormai da decenni e da cui non ci libereremo mai: il meteo. Spiegatemi a che cazzo servono le previsioni del tempo se non a farci una puntata intera di Studio Aperto. Chi è che lo segue? Chi è che ha l'esigenza di sapere che domani farà bel tempo per poi vedere il proprio picnic spazzato via da un uragano? I pescatori forse? Ma i pescatori lo sanno benissimo che tempo farà, e poi non ci vuole molto ad alzare il culo dal divano e aprire un attimo la finestra per vedere com'è il tempo, perchè tanto alla fine si sa che rosso di sera bel tempo si spera e cielo a pecorelle acqua a catinelle. Certo il tempo è un fondamentale argomento di discussione e di approccio, ma comunque ciò non giustifica tutto lo spazio riservato al meteo dalle televisioni. Le previsioni del tempo sono un servizio curato addirittura dall'Aeronautica militare, quindi finanziato da noi cittadini. E così invece di andare a combattere coi caccia impiegano il loro tempo facendosi le pippette sull'Anticiclone delle Azzorre. Puah!

Lista delle espressioni da mettere al bando:

locali piovaschi
annuvolamenti
medio versante adriatico
precipitazioni sparse
temporalesco
moto ondoso in aumento
poco mossi gli altri mari

August 24

TESTAMENTO

 

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Settembre è ormai prossimo, una nuova stagione di Amici di Maria de Filippi sta per iniziare e ciò inevitabilmente mi ha condotto a fare pensieri di morte e a scrivere quindi il mio testamento. Come ben sapete io non ho peli sulla lingua, difatti lecco solamente fiche ben rasate, quindi non vi sorprenderete del fatto che renda pubbliche su questo spazio le mie ultime volontà.
Desidero che il mio corpo venga imbalsamato nella classica posizione di Tony Manero con il dito puntato verso l'alto, vestito bianco con paillettes e tutto. Acconsento a donare tutti i miei organi, i miei flauti traversi e anche i miei violoncelli. Possibilmente si eviti che il carro funebre si fermi a fare benzina con la processione al seguito durante il tragitto fino al cimitero.
Disposizioni per il funerale: consumazione alcolica obbligatoria, sconto per comitive superiori alle 10 persone, rutto libero, vietato l'ingresso ai mancini e, per stemperare la tristezza dell'evento, l'obbligo di presentarsi tutti vestiti da Pulcinella. Portate con voi secchiello e paletta nel caso vi venga voglia di profanare qualche tomba dopo le esequie.
Oggetti da portare con me nella tomba: spray antizanzare, un manuale delle Giovani Marmotte, mia madre, un disco di Nek per difendermi all'inferno e una fototessera di Sandro Bondi nel caso mi venisse ancora nostalgia della vita.
 
Ai miei nove figli lascio in eredità il mio intero patrimonio pari all'ammontare di circa euro diciassette da spartire in parti uguali magari assassinandosi a vicenda fino a giungere a un numero divisibile per diciassette.
Ai miei più cari amici raccomando di conservare con cura tutti i miei beni più preziosi, anche se sarà difficile controllare da tre metri sottoterra mentre un verme mi spinge i bulbi oculari fuori dalle orbite.
Al Pupazzo Five lascio il mio set di asciugamani rubati negli alberghi, le cerbottane in cristallo di Boemia, la tessera onoraria del Ku Klux Klan e di tutte le altre associazioni di cui sono membro: Arcigay, Moige, P3, Papaboys e Luciano Onder Fans Club.
 
A Tiberio Timperi lascio il mio circo di pulci ammaestrate, i campioni in lattina e la formula della nuova bibita energetica che stavo sperimentando (nome provvisorio: "Urina di Pantani"), la mia Bibbia antiproiettile e la mia amata raccolta di videocassette Piccola Peste con gli episodi più rari della serie: "Piccola Peste contro Edward mani di forbice" e "Piccola Peste: marachelle in Vaticano".

Al Baffo da Crema lascio in eredità il Vibrofallo Bontempi a quattro velocità, la scatola nera del DC9 Itavia precipitato al largo di Ustica, la mia copia del Mein Kampf con prefazione di Jerry Calà e, per finire, la mia collezione segreta di pupazzi Diddl di peluche.

Infine, ringrazio tutte le donne non troie che hanno accompagnato la mia vita e che ho profondamente amato. Un grazie a:
 
August 01

LE GRANDI INTERVISTE DI ADRIANO: Davide Garbolino

 
 
Ospite di oggi del mio prestigioso e ambito salotto è una delle icone generazionali forse più sottovalutate degli anni 80 e 90. Sto parlando di Davide Garbolino, uno degli storici doppiatori dei cartoni animati di Bim Bum Bam e conduttore per qualche tempo della trasmissione Ciao Ciao Mattina. E' stato Michelangelo delle Tartarughe Ninja, Widget, Jean de Il Mistero della pietra azzurra, Peter Pan, Johnny di E' quasi magia Johnny e infiniti altri personaggi. Il suo timbro di voce molto particolare lo rende riconoscibilissimo e forse proprio per questo è rimasto impresso fino ad oggi nella mia memoria tanto da spingermi ad intervistarlo.

Ciao Davide, innanzitutto grazie per aver accettato l'intervista. Forse anche qualche malcapitato lettore oltre a me ti considera un mito dell'infanzia perduta, visto che hai doppiato i personaggi spesso più simpatici delle varie serie animate.

Per quanto mi riguarda consideravo rassicurante la tua voce perchè capivo subito che il personaggio faceva parte dei buoni.


Parliamo prima un po' di te: quanti anni hai, dove vivi, a cosa stai lavorando ora (non sono più molto aggiornato sui cartoni animati) e cosa fai/hai fatto oltre al doppiatore?


Ho quasi 38 anni, li compirò il 24 Settembre.
L'attività di doppiatore occupa gran parte del mio tempo lavorativo, ma ogni tanto riesco a ritagliarmi del tempo per la tv, il teatro e la radio. Ultimamente di tv non ne sto facendo ma mi auguro in futuro di riprendere. In passato ho condotto per 10 anni una trasmissione quotidiana per ragazzi su Italia 1 "ciao ciao mattina".

Come hai iniziato a fare il doppiatore?

Ho iniziato quando avevo 13/14 anni, a Torino in una società che si chiamava Format.
Lavoro dall'età di 10 anni e sono arrivato al doppiaggio dopo esperienze televisive (sceneggiati RAI), radiofoniche (prosa RAI), teatrali (compagnia Gipo Farassino, Teatro Erba e Torino Ragazzi).


Come si fa a guardare il movimento delle labbra del personaggio e contemporaneamente leggere le battute?

E' questione di esperienza, uno degli aspetti tecnici del doppiaggio. Col tempo viene naturale. Non guardo con un occhio il copione e con l'altro il video, non sono un mostro, gli occhi rimbalzano rapidamente da un punto all'altro.
All'interno di una scena o di una battuta ci sono punti in cui si può privilegiare l'attenzione sul testo ed altri invece in cui lo sguardo deve rimanere sullo personaggio che si sta doppiando.

Molti tuoi colleghi iniziano la loro carriera doppiando film hard. E' stato così anche per te?

Francamente non mi risulta che molti abbiano cominciato così. Direi piuttosto che alcuni/molti colleghi hanno prestato la loro voce, o forse è meglio dire fiato, anche a quel tipo di prodotto... sai com'è quando il lavoro scarseggia ci si deve arrangiare. Mi è capitato di assistere a dei turni di doppiaggio di porno e devo dire che le situazioni che venivano a crearsi erano molto divertenti e per niente eccitanti!

Un buon doppiatore oltre ad avere una bella voce e un'ottima dizione deve anche saper recitare molto bene. Spesso se sento un film senza vedere le immagini, capisco subito se un film è italiano perchè gli attori non hanno una dizione perfetta come quella di voi doppiatori. Considerando questo, non credi di fare un lavoro ingrato?

Per me un attore professionista deve conoscere le regole di base di questo mestiere, poi sarà libero di ricercare la naturalezza e la credibilità del personaggio che deve interpretare anche violando le regole della dizione e recuperando cadenze dialettali, all'occorrenza.
I bravissimi attori del cinema italiano di oggi (e sono tanti) hanno alle spalle una formazione classica e anni di gavetta, quelli che farfugliano nelle soap opera no. Parlano come nella vita, sono abbastanza naturali ma non sempre comprensibili!
E' altrettanto vero che alcuni colleghi troppo impostati perdono di credibilità e risultano dei tromboni finti, soprattutto se si trovano a dover recitare con "attori presi dalla strada".


Non pensi che trasporre testi stranieri in italiano possa a volte stravolgere il senso dei dialoghi originali, o che il doppiatore possa aggiungere qualcosa in più che nella versione iniziale non c'era? E' vero che Orange Road (E' quasi magia Johnny) in Giappone era destinato a un pubblico adulto? E nella versione italiana cos'è cambiato?

Dipende dalla bravura e dalla sensibilità di chi cura i dialoghi. Quando si lavora su prodotti di qualità non occorre aggiungere, avvicinarsi il più possibile alla versione originale è già un bel traguardo. Su prodotti dozzinali con interpreti a volte mediocri è chiaro che qualche aggiunta non può fare che bene.
Orange Road in Giappone non era destinato ai bambini, forse agli adolescenti. In Italia ha subito qualche ritocco. Qualche inquadratura un po' "osé" è volata via!

I cartoni giapponesi di oggi sono peggiori di quelli di una volta o erano gli occhi di bambino che ai tempi me li facevano apparire meravigliosi?

La seconda che hai detto! :) Anche per me Goldrake e compagnia bella restano dei must, ma molti cartoni di ultima generazione hanno disegni bellisimi e stili ricercati. Sicuramente l'avvento delle generazioni cresciute a pane e manga e lo sviluppo della tecnologia ha contribuito ad aumentare la qualità.

Cosa ne pensi delle scelte di palinsesto di Mediaset e, in generale, di tutta la tv italiana in cui non c'è più spazio per programmi-contenitore come Bim Bum Bam o Ciao Ciao (la Melevisione punta a un target ancora più giovane)?

Credo sia stato un grosso sbaglio. E' ovvio che sono di parte poiché questa scelta ha mi ha coinvolto direttamente. Non conosco i dati e non ti so dire se da un punto di vista degli ascolti ci sia stata una perdita o un incremento, ma è venuta sicuramente a mancare quella formula che dava continuità alla fascia ragazzi, secondo me l'ha impoverita.


Parliamo ancora dei cartoni animati di Italia 1. Chi è che doppia Mario Giordano, direttore di Studio Aperto?

Questa è buona!

Come se la passano Ambrogio e Uan?

Muort! Sono sepolti in una fossa comune insieme a Five, Four, Forino e il mio Ragù. Sigh! Ma chissà che prima o poi...

Come mai Four si chiamava così se andava in onda su Italia 1?

Perché inizialmente andava in onda su Rete 4, poi Italia 1 è diventata la rete dei giovani.

Da piccolo mi innamorai perdutamente di Sabrina di E' quasi magia Johnny. Ho ancora speranze?

Mettiti in fila, è molto lunga e se ti sporgi mi potrai vedere nelle prime posizioni. :)


In ultimo, mi piacerebbe sentire Michelangelo che rivolge oscenità alle altre tartarughe e infine Johnny durante una scena d'amore a letto con Sabrina.

Mi dispiace ma al momento non sono organizzato per questo genere di registrazioni. Non te la prendere. Ti allego una foto, puoi usarla per il tiro a segno se vuoi.
May 23

I RIMEDI DELLA NONNA CONTRO L'ANTRACE

Per una volta seguirò i consigli del Vaticano: non vedrò il Codice da Vinci. Già. Non c'è niente di più banale che andare a vedere il Codice da Vinci al cinema. E quindi me ne terrò bene alla larga, poichè la mia condotta dannunziana mi impone di compiere solo azioni straordinarie. E' importante. Per esempio, voi credete che io in questo momento stia seduto davanti al pc a pigiare i tasti come tutti i comuni mortali. E invece no, io sono appeso al lampadario a testa in giù e digito le parole sulla tastiera sparando missili con una cerbottana. Ma passiamo all'argomento di oggi.
 
Stavo pensando tra me e me al tempo che impiegano i cereali Kellogg's a passare dallo stadio asciutto allo stadio umido senza che diventino una pappetta immonda. Già San Paolo, in una delle sue lettere ai Corinzi, affermò che "I Coco Pops nel giro di circa 4 minuti disperdono tutto il loro sapore nel latte e quindi vanno mangiati subito, affondandoli giusto un paio di volte col cucchiaio".
D'accordo con lui Aristotele, secondo il quale "I Coco Pops e i Corn Flakes dopo un po' diventano immangiabili, molto meglio i Chocos o i Cheerios che conservano fino all'ultimo il loro sapore originale".
Kant, con sagacia, fa notare però che "Sì, i Coco Pops diventano subito molli e insapori, ma dopo il latte diventa più buono", tesi condivisa anche da Schopenauer e Nietzsche, il quale si narra che addirittura fosse solito lasciare i cereali a mollo nella tazza per lunghe ore prima di mangiarli.

Disillusa la tesi di Marx, secondo cui "I Coco Pops sono il simbolo del proletariato, sfruttato e dissanguato senza pietà dal latte, rappresentazione del capitalismo, che solo alienandolo dal cacao è capace di perseguire il suo fine, ovvero la buona colazione". 
Kafka nella sua Lettera al padre si interroga sullo strano dolore alle gengive che provava dopo aver mangiato i Cereali Nesquik e a più riprese ribadisce di sentirsi nel mondo "come un piccolo chicco di riso soffiato al sapor di cioccolato".

 
Unanime invece il parere nei confronti dei Rice Krispies, disprezzati storicamente da tutti. Dante colloca le tre mascotte all'inferno e Manzoni scrive che "forse il fatto che perdono subito sapore è positivo, dal momento che fanno schifo". Agli ebrei rinchiusi nei campi di concentramento nazisti veniva data da mangiare ogni giorno una manciata di Rice Krispies.
 
Diverse le scuole di pensiero sulle modalità di preparazione. C'è chi, come gli antichi greci, versa prima il latte e poi i cereali e chi viceversa, come gli ottomani o le tribù galliche. I romani, invece, con una mano versavano il latte e con l'altra i cereali fino a raggiungere il livello desiderato. Hitler, per essere sicuro del procedimento, leggeva sempre prima le istruzioni poste a lato della confezione, mentre Garibaldi versava il latte direttamente nella scatola per poi mangiare tutto in una volta.
Einstein dedicò gli ultimi anni della sua vita a escogitare un sistema per far sì che gli ultimi cereali rimasti nella confezione non si riducessero in polvere.
 
 
 
In ultimo, vorrei rinverdire la memoria dell'Orso dei Chocos, che ci ha lasciati prematuramente un po' di tempo fa senza lasciare traccia, sostituito ad interim dalla scimmia dei Coco Pops come potete ben vedere qui ->
 
Umiliato, bistrattato, sottovalutato, non ti dimenticheremo mai, Orso dei Chocos.

April 27

VISITA DISTRUZIONE A REGGIO EMILIA E DINTORNI (part two)

 
Riassunto delle puntate precedenti: i coniugi Cascone danno alla luce un figlio che 20 anni dopo invita un amico in vacanza che, dopo un complicato intreccio narrativo, viene adottato dalla famiglia e nominato erede universale

Suonare a tarda ora il citofono di Orietta Berti al grido di "Quando l'amore viene il campanello suonerà" è forse uno degli ultimi piaceri della vita, così come il pisciare nel fiume sede di un recente tragico ritrovamento o negli sconfinati giardini estensi, compremettendone l'habitat naturale per i prossimi dieci secoli. Si apre così l'interessante capitolo dei rammaggi.

Molti sono stati i danni arrecati a cose e persone durante il nostro soggiorno in trasferta. I damages casalinghi individuano ahimè in Pino la vittima privilegiata.
 
- Immemore del fatto che Pino mi avesse detto di non usare il videoregistratore, un bel pomeriggio mi viene la bella idea di pescare tra le decine di videocassette disponibili in casa proprio il suo film preferito, Novecento di Bertolucci, il cui nastro è stato irrimediabilmente divorato dagli ingranaggi metallici della macchina assassina. Per rimediare allo sgarbo gli
ho comprato il dvd di The Corporation, visto poi insieme e da lui apprezzato con applausi a scena aperta all'indirizzo di Michael Moore.
 
- Scomparsa delle chiavi della stanza di Pino. Le ho lasciate sullo zerbino d'ingresso poco prima di un match a ping pong senza esclusione di colpi e non le ho più ritrovate.
 
- Lavaggio delle pacche dell'igienico Paolo con la saponetta biologica per le mani di Pino, il giorno dopo inspiegabilmente puzzolente e piena di peli neri.
 
- Perdita del fascicolo con gli orari dei pullman indispensabile per Titti e il suo lavoro. Più volte ci è stato ingiunto di non toccarlo, ma portato inspiegabilmente con me perchè "non si sa mai". Dimenticato sul tavolino di un bar di Reggio, recuperato il giorno dopo e riposto di nuovo nel suo cassettino come se niente fosse con abile colpo felino.
 
- Non scordiamoci del danno arrecato da Manuel all'impianto elettrico della casa. Amante della cugina del pirotecnico Paolo e ospite solitario del piano di sopra nelle ore in cui Titti è al lavoro, decide di cucinare una obbrobriosa torta di mele degna di Edvard Munch distruggendo il forno e facendo zompare la corrente quasi con nonchalance. Non è stato accusato da nessuno, ma i sospetti ricadono tutti su di lui.

Ringrazio gli amici del luogo che sono stati così carini e ospitali con noi e che ci hanno portato in tanti bei posticini.

Un grazie a Tommi, un figo da capo a piedi, e allo stereo del suo Santa Fè che pompava "We are Devo" a tutto volume mentre io
e lui facevamo i coretti. Commovente l'abbraccio del primo giorno alla Caserma Zucchi di Reggio (da me ribattezzata Caserma Azuki, in onore di Mila): ci scorgiamo in lontananza, lui lascia cadere gli oggetti che ha in mano e corriamo l'uno incontro all'altro come in ogni cartone animato giapponese che si rispetti, mentre le telecamere ci girano tutte intorno e parte la musica di Carramba. Anima gemella.
 
Grazie anche a Valentina, (ex? ) fidanzata di Tommi, davvero gentilissima nel chiamarci ogni giorno e talvolta mandandoci addirittura un sms ciascuno per informarci dei programmi della giornata. E' lei che ci ha accompagnati nella discoteca truzza locale, ove io e l'incontenibile Paolo avremmo messo a duro repentaglio la moralità sessuale delle fanciulle del luogo (ma anche no). Resistente a ogni tipo di insulto, da brava mugnaia vive sperduta nelle campagne. Dopo una elevata esposizione alla sua persona viene tanta voglia di latte.
 
Ma un grazie va soprattutto a Paolo (non Paolo Paolo, un altro Paolo), paziente e instancabile autista, costretto ad accompagnare a casa suo malgrado una nostra amica, deviando di oltre 30 chilometri sulla rotta prestabilita.
 
Non da meno il caro Cippo, attento allievo ligio nell'apprendere le basi del dialetto napoletano con me in veste di docente.
Memorabili i suoi rasta, stabili da 3 lunghi anni, che ci dimostrano ancora una volta che tragedie come quelle di Chernobyl non ci hanno insegnato proprio nulla. La parte più pesante dei suoi discorsi è l'alito, ma ciò non toglie che gli vogliamo tanto bene lo stesso.
 
Esemplare a sè è senza dubbio Sid, altrimenti detto cantante delle Vibrazioni per la netta somiglianza, personcina assolutamente squisita, sconvolto da manie piromani che lo aggrediscono ogniqualvolta esagera con l'alcol. Con 40 euro di Bayley's e due pietre focaie sarebbe in grado di dare alle fiamme tutta l'Emilia Romagna.
 
Saporito e affettuoso anche il proletario Ibrahim, che ci ha ospitati una sera da lui in attesa di uscire e conseguentemente sottoposto a un'intervista sulle tribù berbere del Marocco da parte del multietnico Paolo, mentre io tentavo il collegamento a Msn. Anche lui quasi morbosamente affascinato dal dialetto napoletano non è sfuggito alla contaminazione culturale partenopea.
 
Non posso di certo dimenticare l'ineffabile Matteo, metallaro in apparenza ma in realtà docile e mansueto nell'animo. Dalle accese discussioni in ambito musicale è venuto fuori che conoscevo più gruppi metal io, ma il solo pronunciare il nome "Lemmy" (cantante dei Motorhead, ndr) bastava ad eccitarlo in maniera molesta e irreversibile.
 
In fondo (a destra) al mio elenco, Linda e Verusca con le quali ho scambiato purtroppo poche parole. La prima credo sia rimasta ammaliata da quel rubacuori di Paolo, mentre la seconda fa dei rutti da competizione più potenti dei miei.
 
Dispiace non aver visto l'amico Ciko, avrebbero potuto portarlo qualche sera con sè..

Questi sono i fatti salienti avvenuti in questi 10 giorni volati via veloci in questi luoghi ameni e che probabilmente rivedrò molto presto, così, tanto per rovinarne il ricordo.
 
A breve gli esclusivi contributi audio e video della vacanza
April 21

VISITA DISTRUZIONE A REGGIO EMILIA E DINTORNI (part 1)

Viaggio di due selvaggi a contatto con il mondo civilizzato
 
 
Visto che soffro di perdita di memoria a lungo termine, scriverò di getto quanto accaduto negli ultimi 10 giorni della mia vita in modo da che tutto ciò che ho fatto non cada nell'oblìo.

 


Dall'11 al 19 aprile 2006 io e il mio fidato amico Paolo abbiamo visitato la ridente città di Reggio nell'Emilia, ammirandone gli splendidi parchi, gli intricati vicoli e i numerosi monumenti. Questo è quello che avrei scritto se avessi dovuto scrivere un tema in merito per la maestra ed è probabilmente quello che dirò a mia madre riguardo un viaggio che ci ha visti, tra le altre cose, incendiare cassonetti dell'immondizia, bussare al citofono di Orietta Berti e fuggire, truffare ingenue commesse e fare uso di sostanze con fini non prettamente terapeutici. Ma andiamo con ordine.
 
 
L'ex-ex single Paolo vuole dimenticare i suoi guai passionali e decide di andare a trovare alcuni parenti settentrionali (emigrati molti anni fa) insieme ai suoi genitori. Invita a tal proposito il suo brillante, arguto e sexy amico Adriano (io), che però deve meditare a fondo prima di decidere se passare fuori tutte le vacanze di Pasqua. Dopo 1,5 secondi gli dice di sì e qualche giorni dopo si parte.
 
 
Il viaggio in treno dura circa 6 ore. Il panorama all'esterno cambia gradualmente tonalità da grigio scuro a verde e, all'altezza di Arezzo, nello scompartimento scelto accuratamente in base al rapporto quantità/qualità delle ragazze, entra la ragazza che ci farà compagnia da lì fino a Reggio. Ammaliata lei dalla nostra contagiosa simpatia e intrigati noi dai futuri possibili favori sessuali, cominciamo a parlare del per e del diviso. Figlia di madre marocchina e padre ispano-francese, ci ha accennato tutti i suoi viaggi compiuti intorno al mondo fino al suo ultimo trasferimento e gli innumerevoli mestieri svolti, mentre noi giungiamo alla conclusione che Borghezio dovrebbe voler cacciare dall'Italia non gente come lei, ma fancazzisti e parassiti come noi.

Un taxi ci conduce fino alla sede del nostro alloggio (località Codemondo) mentre io, massaggiandomi il pipino, mi rendo conto che qui anche i tassisti sono in grado di fare discorsi intelligenti e discretamente argomentati (in questo caso sulle elezioni politiche) a differenza degli obbrobriosi tassinari napoletani abusivi unti e bisunti.
 
Nella villa i parenti del buon Paolo sono così disposti:
piano di sopra: cugina Titti + zii e genitori del mai domo Paolo
piano di sotto: cugino Pino  
 
Appena arrivato paleso loro il mio cordiale dono di ringraziamento per l'ospitalità costituito da due bottiglie di vino che sarebbero state svuotate la sera stessa.
Al piano di sotto c'era anche la nostra stanza.
Pino è un incrocio tra Che Guevara e Tonio Cartonio. E' forse la persona più comunista che io abbia mai conosciuto, ma nel senso più puro del termine, una persona piena di ideali e con una filosofia di vita tutta propria, ma giusta e coerente. In casa sua è d'obbligo entrare scalzi, lui dorme su un tatami e usa solo prodotti biologici equi e solidali, dal dentifricio, al detersivo, al sale che egli stesso spezzetta col mortaio. Anche i vestiti sono di questo genere. Probabilmente uscendo durante un giorno di pioggia gli si sfalderebbero in pochi secondi. Ma comunque per lui non sarebbe affatto un problema, dato che pratica il naturismo.
Di mestiere fa l'educatore e organizza eventi nelle scuole o nelle carceri, un lavoro che gli ha permesso di costruirsi una piscina e un giardino rigoglioso (che coltiva con costanza) e che giù da noi non avrebbe mai potuto fare. D'estate non si contano i party in piscina che radunano decine di persone. La leggenda vuole che durante una di queste festicciuole il padre di Pino sia stato avvistato in acqua ubriaco fradicio e abbracciato a una ragazza.
Fuori casa campeggia in bella vista una bandiera della pace, dentro non c'è nè tv nè prende il cellulare.
Dedito al naturismo, fin dal primo giorno mi ha concesso il rutto libero, salvo pentirsene subito dopo.
 
 
IL CLIMA
Il clima dell'Emilia è il più anomalo che abbia mai visto. Sarà che aprile è pazzerello, ma in una giornata si poteva passare dai 30 gradi all'ombra, al temporale, fino a temperature prossime allo zero assoluto.
La natura è incontaminata, intorno a noi, oltre al vicinato e alle strade, c'era il nulla cosmico. Solo campagne, pace, natura, animali, coltivazioni. Durante una scampagnata in bicicletta, io e l'adorato Paolo abbiamo quasi sfiorato il senso della vita.
 
 
LE CITTA' VISITATE
Reggio Emilia è una città caruccia, al pari della rivale Parma, sia esteticamente che economicamente: seduto a un tavolino, dopo aver sorseggiato una cedrata e letto una copia del Manifesto e con conseguente alto tasso di figaggine, chiedo al barista un bicchiere d'acqua naturale e il bastardo mi chiede 50 centesimi. Mille lire per un po' d'acqua di rubinetto. Con astio e spocchia gli faccio rilasciare la ricevuta fiscale in modo che possa pagare delle tasse su quel bicchiere d'acqua.
Da ricordare l'università di Reggio Emilia per le pittoresche sedute di laurea (in Scienze della Comunicazione --> ), alcune fiches neo-dottoresse e per i due stronzi fumanti che io e Paolo abbiamo sganciato con soddisfazione nei cessi dell'ateneo.
 
 
I negozietti interessanti sono pochi. Abbastanza scandaloso che in Emilia le librerie (anche le più fornite) non abbiano i libri dell'indigeno Luttazzi. Scandaloso anche che nella videoteca in cui sono stato non sia riuscito a trovare ben due film che cercavo per riparare al rammaggio fatto a Pino (vedi sotto). Nota di merito invece per il negozietto di dischi di Reggio, in cui il proprietario, di fronte alla richiesta di Homework dei Daft Punk, mi ha risposto "Bravo!", salvo prodursi con me in una discussione sulla musica elettronica.
 
 
All'interno dei baretti spesso e volentieri ci sono abbondanti e ghiotti buffet a completa disposizione dell'avventore. Io e il goloso Paolo, nel bar Segafredo del centro di Reggio, ordinando due soli bicchieri di vino, abbiamo effettuato un pranzo vero e proprio. Sedere al tavolo, assaporando una tartina e sfogliando il giornale portando alla bocca un sorso di Sangiovese, ci ha presto condotti in uno stato di semi-beatitudine riconducibile alla sindrome di Stendhal, facendoci nuovamente intuire l'Assoluto, il Sublime, e facendoci dimenticare che la Segafredo Spa è proprietà di un ex senatore di Forza Italia.
 
 
I camerieri e le cameriere sono più gentili e sorridenti che da noi (fatta eccezione per quello dei 50c per bicchiere d'acqua) e probabilmente anche più ingenui, dal momento che in una tavola calda ho mangiato due volte con lo stesso scontrino prontamente recuperato dal bancone con agile tocco di mano. Lo so, faccio schifo, ma avevo troppa nostalgia di casa.

In giro per le strade ci sono parecchi immigrati e, a differenza di Napoli, molti di essi sono anche benestanti, a giudicare dal loro modo di vestire. Nonostante siano così numerosi e integrati nella società, non mancano comunque razzismo e intolleranza (non dimentichiamoci che siamo in Padania).
In tutto avrò visto all'incirca tre motorini e una quindicina di donne incinte.
 
Continua...
 
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adreeano vendeettee

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sotto molti aspetti sono una persona contraddittoria, e sotto molti altri aspetti no
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